Ultima modifica: 9 Marzo 2021
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Videoconferenza “Donne per il Nuovo Rinascimento”

In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna celebrata l’8 marzo, e nell’ottica della parità di genere, che è uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, indicata dal nostro Istituto anche nella costruzione del Curricolo verticale di Ed. Civica, la nostra scuola ha avviato un percorso di riflessione sul ruolo delle donne nella famiglia e nella società. In questo contesto, abbiamo avuto l’onore di avere in videoconfrerenza con noi la Prof.ssa Floriana Cerniglia, nostra conterranea, Professore Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica di Milano, oltre che Direttore del Cranec, Co-editor della Rivista «Economia Politica, Journal of Analytical and Institutional Economics», Componente del Gruppo di esperti del mensile Aggiornamenti Sociali,  Membro del Comitato Scientifico Fondazione Edison, Membro del Comitato direttivo dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani (Direttore Carlo Cottarelli) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Consulente presso la Commissione Parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, Componente della Commissione sui temi dell’Autonomia Differenziata presso gli uffici del Ministero per gli affari regionali e le autonomie, Componente della task force “Donne per il Nuovo Rinascimento”, istituita dal Ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti.

Con lei abbiamo riflettuto sul ruolo della scuola per un’educazione culturale che superi gli stereotipi di genere, ai fini di un cambiamento della mentalità diffusa che ritiene la donna inferiore all’uomo. Partendo dalla sua esperienza personale di giovane donna che è andata a studiare al Nord e che si è inserita nel mondo accademico, la Prof.ssa Cerniglia ci ha parlato anche della sua partecipazione alla task force governativa del PNRR messo in atto dal Governo Conte 2, continuato nel Governo Draghi, che si occupa di lavoro, scienza e cultura, ricordando come l’Italia sia agli ultimi posti in Europa per l’occupazione femminile. Ci ha poi fornito dei dati che testimoniano un cammino di parità non ancora raggiunto. Per esempio, che più del 50% dei cittadini italiani (donne comprese) ritiene sia giusto che sia la donna ad occuparsi dei figli, mentre la percentuale sale all’80% nell’Europa dell’Est e scende all’11% solo nell’Europa del Nord. Abbiamo appreso che tra 15/20 anni le opportunità di lavoro saranno offerte soprattutto dal settore scientifico e che è in questa direzione che bisogna incoraggiare le ragazze. Da esperta del settore economico, ha parlato di lavoro e natalità come fattori di crescita economica, in un’ottica in cui ben quattro sono i gap che l’Italia dovrà affrontare in futuro: Divario Nord/Sud, Parità di genere, Denatalità, Giovani. Temi che sono definiti “Infrastrutture sociali per il PNRR” e che usufruiranno dei fondi per l’istruzione, la sanità, il welfare e le politiche sociali. Ha raccomandato ai ragazzi il valore del fare bene il proprio dovere che, alla loro età, è quello di studiare; che sono i libri stessi a cercare i lettori, se solo questi si lasciano trovare, per un futuro lavorativo adeguato, qualunque esso sia. Da esperta della Commissione relativa, ha parlato del divario Nord-Sud del Paese e delle risorse che andranno capitalizzate in tal senso.

 Il dibattito si è arricchito con le domande che gli alunni le hanno posto, a cui ha puntualmente risposto, sempre con un linguaggio adeguato alla loro età e formazione. 

A noi operatori della scuola ha lasciato la consapevolezza del difficile e bellissimo compito di formare i cittadini del domani e trasmettere loro l’idea che l’acquisizione dei diritti ha avuto un alto costo umano e che essi non possono perdersi; per questo, bisogna difenderli ma sapendo anche da dove vengono e su quali gambe hanno camminato. Solo così la cittadinanza attiva e consapevole, che è l’obiettivo della scuola, potrà  essere raggiunta. Inoltre, non generiche quote rosa, ma spazio e visibilità per la donna, per la sua forza e vitalità aperta al futuro, ricordando, come dice Dewey che “la democrazia è un modo di vivere che si forma e si trasforma attraverso la libertà e la crescita dell’individuo”. Ed in questo, dunque, l’educazione costituisce il mezzo attivo per realizzare ciò. L’educazione può cambiare la società, perché “non si può essere in democrazia se non si vive la democrazia”.

Il lavoro è ancora tanto ma ce la faremo! Auguri, donne!




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